“Il cammino"
Il profumo di ginestre si confonde con quello dei fiori d’acacia, componendo una fragrante melodia che pervade l’aria di questa mattinata di tarda primavera. Una leggera brezza anima le ombre create dai raggi di sole che filtrano attraverso i rami e non posso fare a meno di chiedermi quando fu l’esatto momento in cui decisi di andare oltre la mia routine, cambiare la mia vita e incominciare a guardare davvero.
Non so di preciso cosa avessi in mente quando tutto incominciò, la logica molto raramente ha a che fare con queste scelte, di una cosa sola sono certa, ero stanca di seguire uno schema fisso esibendomi, ogni giorno, in volteggi acrobatici degni di un impavido giocoliere nell’intento di arrivare alla meta nel più breve tempo possibile. Non è la logica che mi ha spronato a fare più attenzione alla ricerca del cammino che mi porterà alla meta e non è stata la stanchezza, credo piuttosto che sia stato mio figlio. Ogni bambino per scoprire chi è, deve sapere in cosa credono i propri genitori, per cosa lottano, ciò per cui vivono. Un genitore ha il dovere di rivelarsi e il cammino rivela il tuo essere come la meta non riuscirebbe mai.
Certo non avrei mai immaginato che la persona a cui dicevo di fare i compiti e lavarsi i denti mi potesse illuminare sui grandi misteri della vita, non avrei mai immaginato che dietro a quei baci dati sulle ginocchia sbucciate, si celassero tutte le risposte rivelate senza alcun bisogno di parole, non si puoi far far altro che fermarsi e guardare ed ascoltare davvero.
