Pane aromatico ai semi, in pentola fornetto

"L’attesa dei desideri"

Desideravo avvicinarmi a qualcosa di indefinibile già da bambina. Da quando costruivo capanne in cui mi rifugiavo con cuscini e coperte pretendendo che nessuno vi potesse mai entrare. Da li in poi la mia vita è stata tutta un desiderio ed un’amabile attesa. Il tanto agognato giradischi, l’età per l’atteso motorino e la mitica patente, il lavoro, mio figlio. Ho  imparato molto bene come godere di questa espressione d’attesa, di questo tipo d’atteggiamento che ci apre percorsi e spazi infiniti. Penso che il desiderio infondo non sia altro che un tragitto, lo spazio che intercorre tra noi e ciò che desideriamo, sia esso una cosa, oppure un evento, più fortemente desideriamo, più gli spazi e le distanze si accorciano. Purtroppo crescendo noi adulti abbiamo reso i desideri bisogni regolari, da soddisfare subito, accorciando così questo tempo d’attesa fatto di emozioni, speranza e di sentire. Nel tempo mi sono resa conto che è necessario educare noi stessi e la nostra mente all’attesa, per non ritrovarci dipendenti da qualcosa di materiale che ci soddisfi nell’immediato.

Così faccio spesso un passo indietro, mi do tempo, prendo fiato e torno piccola per rassicurarmi, rendendo importante e magnifico lo spazio dei miei desideri.

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